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Principi etici

Verifichiamo quello che dicono le persone con potere pubblico. È un lavoro che tocca la reputazione altrui e la fiducia di chi ci legge: per questo il metodo, prima ancora del software, è una questione etica.

Ultimo aggiornamento: luglio 2026

Non abbiamo una lista infinita di valori. Abbiamo poche regole, che proviamo a rispettare ogni volta che pubblichiamo un esito — anche quando sarebbe più comodo, o più virale, non farlo. Le abbiamo sviluppate a partire dai principi di Analytiko (trasparenza, rispetto, onestà) — la società di cui Cryterio è un prodotto — adattandole a ciò che Cryterio fa davvero: dare un giudizio, in pubblico e in tempo reale, su un'affermazione fattuale.

1. La fonte prima del giudizio

Nessun esito senza una fonte primaria citata. Non diciamo mai che un'affermazione è falsa perché «si sa»: lo scriviamo solo quando una fonte pubblica e verificabile contraddice il dato, e quella fonte la mettiamo accanto all'esito, con titolo, ente, link ed estratto. Se non possiamo mostrare la prova, non emettiamo il giudizio.

2. Verifichiamo i fatti, non le persone

Il nostro oggetto è l'affermazione, non chi la pronuncia. Un esito di Cryterio dice «questo dato è impreciso rispetto alla fonte X», mai «questa persona mente». È una distinzione sostanziale, non di forma: protegge la dignità di chi è verificato e riduce il rischio di diffamazione, e ci tiene ancorati al terreno solido del dato.

3. Nel dubbio, prudenza

Quando le evidenze non bastano, l'esito è non_verificabile — e va benissimo così. Una valutazione errata fa più danni di un'affermazione lasciata in sospeso. Preferiamo dire «non lo sappiamo ancora» piuttosto che indovinare. La macchina è tarata per essere cauta, non per riempire la timeline.

4. Lo stesso metro per tutti

Cryterio non ha colore politico e non sceglie le affermazioni in base a chi le pronuncia. Lo stesso dato, dalla stessa fonte, riceve lo stesso esito da qualunque parte arrivi. Il palinsesto è curato per rilevanza, non per simpatia. Se questo ci rende scomodi a tutti gli schieramenti, è un buon segno.

5. Trasparenza del metodo

Spieghiamo come funziona il sistema, che cosa verifichiamo e che cosa lasciamo fuori (opinioni, promesse, retorica, fatti notori), e a che costo. Le etichette sono quattro e pubbliche: vero, impreciso, non confermato, non verificabile. Non c'è una scatola nera che decide al posto tuo: ogni esito porta con sé gli elementi per controllarlo da solo.

6. Onestà sui limiti

Un sistema automatico può sbagliare: una trascrizione imperfetta, una fonte mancante all'indice, un numero ambiguo. Non fingiamo di essere infallibili. Quando un esito è errato lo correggiamo in chiaro, e miglioriamo l'indice delle fonti perché non succeda di nuovo — il percorso è documentato nella pagina Miglioramenti. Ogni esito ri-giudicato con etichetta diversa è nel registro pubblico delle correzioni.

7. Rispetto dei dati di chi ci ascolta

L'audio delle dirette viene trascritto in locale, sui nostri server, e non lo cediamo a terzi. Sul sito usiamo solo cookie tecnici, senza profilazione. Le informazioni del tuo account servono a erogarti il servizio e a gestire l'abbonamento, nulla di più: i dettagli sono nella Privacy Policy.

Questi principi non sono un manifesto da incorniciare: sono i criteri con cui decidiamo, ogni giorno, se un esito può essere pubblicato. Se pensi che ne stiamo tradendo uno, scrivici a [email protected].