Il metodo
Verifichiamo quello che dicono le persone con potere pubblico. È un lavoro che tocca la reputazione altrui e la fiducia di chi ci legge: per questo il metodo, prima ancora del software, è una questione etica.
Questo documento di sintesi riassume il metodo con cui Cryterio isola e verifica le affermazioni fattuali pronunciate in diretta. È pensato per essere letto, stampato o esportato in PDF. Le versioni estese di ciascuna parte sono nelle pagine Principi etici, Il modello e Tecnologia.
Il metodo, in quattro passi
I quattro passi qui sotto sono componenti isolati: ognuno si migliora senza toccare gli altri. Le dirette da verificare le sceglie la redazione con un criterio dichiarato: eventi di interesse pubblico — question time, audizioni, comizi, interventi istituzionali — scelti per rilevanza informativa, non per lo schieramento di chi parla.
La fonte prima del giudizio
Nessun esito senza una fonte primaria citata. Non diciamo mai che un'affermazione è falsa perché «si sa»: lo scriviamo solo quando una fonte pubblica e verificabile contraddice il dato, e quella fonte la mettiamo accanto all'esito, con titolo, ente, link ed estratto. Se non possiamo mostrare la prova, non emettiamo il giudizio.
Nel dubbio, prudenza
Quando le evidenze non bastano, l'esito è non_verificabile — e va benissimo così. Una valutazione errata fa più danni di un'affermazione lasciata in sospeso. Preferiamo dire «non lo sappiamo ancora» piuttosto che indovinare. La macchina è tarata per essere cauta, non per riempire la timeline.
Verifichiamo i fatti, non le persone
Il nostro oggetto è l'affermazione, non chi la pronuncia. Un esito di Cryterio dice «questo dato è impreciso rispetto alla fonte X», mai «questa persona mente». È una distinzione sostanziale, non di forma: protegge la dignità di chi è verificato e riduce il rischio di diffamazione, e ci tiene ancorati al terreno solido del dato.
Lo stesso metro per tutti
Cryterio non ha colore politico e non sceglie le affermazioni in base a chi le pronuncia. Lo stesso dato, dalla stessa fonte, riceve lo stesso esito da qualunque parte arrivi. Il palinsesto è curato per rilevanza, non per simpatia. Se questo ci rende scomodi a tutti gli schieramenti, è un buon segno.
Le quattro etichette
Le etichette sono quattro e pubbliche. Non c'è una scatola nera che decide al posto tuo: ogni esito porta con sé gli elementi per controllarlo da solo.
Correzione trasparente
Un sistema automatico può sbagliare: una trascrizione imperfetta, una fonte mancante all'indice, un numero ambiguo. Quando un esito è errato lo correggiamo in chiaro, e miglioriamo l'indice delle fonti perché non succeda di nuovo — il percorso è documentato nella pagina Miglioramenti. Ogni esito ri-giudicato con etichetta diversa è nel registro pubblico delle correzioni.
Trasparenza del metodo, e i suoi limiti
Spieghiamo come funziona il sistema, che cosa verifichiamo e che cosa lasciamo fuori (opinioni, promesse, retorica, fatti notori). C'è però un limite dichiarato: non descriviamo i modelli e le euristiche specifiche con cui estraiamo e giudichiamo le affermazioni. Non per vezzo, ma per non agevolare chi volesse aggirare il sistema — la solidità di un fact-check automatico dipende anche dal non renderlo facile da ingannare.
Un lavoro, mille spettatori
Ogni diretta viene verificata una sola volta: la timeline di fact-check è calcolata una volta e trasmessa a tutti i browser collegati. La stessa verifica vale per mille spettatori o per uno: la calcoliamo una volta e la mostriamo a tutti in tempo reale.
Privacy e dati in Europa
L'audio viene trascritto sui nostri server. Per estrazione e verifica, i testi possono essere elaborati da fornitori esterni di modelli linguistici, come descritto nella Privacy Policy. L'infrastruttura principale e i dati di account risiedono su server in Germania. Questo non esclude i trattamenti presso i fornitori esterni indicati nella Privacy Policy. Usiamo cookie tecnici e, con consenso, cookie analitici; non usiamo cookie pubblicitari. I dati della carta sono gestiti da Revolut. Dettagli nelle pagine Privacy e Cookie.
La firma dei verdetti
Quando una prova di firma è disponibile sul permalink, puoi verificare offline l'integrità del contenuto firmato con Ed25519. La firma attesta l'integrità, non la correttezza del verdetto.
Chiave pubblica ufficiale (Ed25519, esadecimale)
1719e2638a2cc0ec8d552d71dca52197f934e0a66b17e6364f1eed7a1d428e01
Forma canonica del contenuto firmato
JSON con chiavi ordinate (sort_keys), separatori compatti («,» e «:») e caratteri non-ASCII escapati (ensure_ascii); la firma è in base64.
Verifica offline (Python, libreria cryptography)
import base64, json
from cryptography.hazmat.primitives.asymmetric.ed25519 import Ed25519PublicKey
proof = ... # JSON da /v/{id}/proof
pub = Ed25519PublicKey.from_public_bytes(bytes.fromhex(proof["public_key_hex"]))
blob = json.dumps(proof["payload"], sort_keys=True, separators=(",", ":"), ensure_ascii=True).encode()
pub.verify(base64.b64decode(proof["signature_b64"]), blob) # nessuna eccezione = firma valida
Le versioni complete: Principi etici · Il modello · Tecnologia. Correzioni e tappe raggiunte nella pagina Miglioramenti.
Documento generato il 23/10/2026 · https://cryterio.it/metodo